L’impatto di Internet sulle Neuroscienze.

R. Bassi
Legnago, Verona
       
 

Il fenomeno più importante promosso da Internet per il mondo medico è l’ampia diffusione e la straordinaria ricchezza di informazioni scientifiche.

Medici, biologi e ricercatori, lavorando come produttori e disseminatori di nuove informazioni, stanno contribuendo all’istruzione di colleghi, studenti e pazienti anche nell’ambito delle neuroscienze di base e cliniche.

Le risorse più importanti si riferirscono a giornali e libri on line (come il Journal of Neurosciences, per la pubblicazione di lavori di ricerca, o Brain & Mind Magazine per l’informazione scientifica del pubblico in generale) e le cosiddette comunità virtuali educative come l’Ospedale Virtuale Americano ( e la sua controparte brasiliana: HVB) che contengono un grande volume di informazioni scientifiche disponibili liberamente a chiunque vi è interessato, banche di immagini radiologiche come il Visible Human oppure The Whole Brain Atlas, o di reperti neuropatologici come WebPath; esse forniscono accesso a un mondo immenso di informazioni visive, la cui esistenza era inimmaginabile prima di Internet.

Ci sono persino corsi completi virtuali in neuroscienze come il Neurosciences Tutorial, offerto dalla Università di Washington a S. Louis, che risulta accessibile interamente attraverso la rete.

Ma come si può reperire ciò che interessa in tale vastità di informazioni?

Fortunatamente Internet fornisce propri mezzi di ricerca, con molti indici, liste, motori di ricerca specializzati on line, come Neurosciences on the Internet e Neurosciences Web Search.

Nell’ambito della ricerca scientifica neurologica di base, si sta facendo uso sempre più di una cooperazione nazionale e internazionale senza il bisogno di abbandonare la propria scrivania ed i propri laboratori. Progetti di ricerca avanzati, come l’Human Genome Project ora sono sviluppati

da molti gruppi dislocati in centri e paesi diversi, che collaborano tra di loro utilizzando intensivamente Internet. Con questa modalità , i costi e la velocità nel fare ricerca in questo campo sono stati grandemente beneficiati.

Un buon esempio nelle neuroscienze è il database online sul Cenorrhabdtis elegans. Si tratta di un piccolo nematode sotterraneo, con una lunghezza di solo un millimetro, che , per la sua semplicità strutturale, è divenuto uno dei più importanti soggetti di studio scientifico collaborativo sulla genetica di sviluppo e in neurobiologia. Questa comunità di ricerca è composta da circa 1000 scienziati di tutto il mondo che interagiscono via Internet, usando il newsgroup bionet.celegans, liste di discussione ed e-mail e infine attraverso l’accesso a database on line come l’AceDB (AC.elegans Data Base), che contiene il genoma animale conosciuto ed anche una descrizione funzionale dettagliata anatomica e funzionale di ognuno dei suoi 360 neuroni. C’è persino un server WWW ufficiale dedicato esclusivamente a questo organismo, che è gestito dall’università del Texas.

Un altro esempio dell’impatto portentoso, e del significato di Internet per la ricerca e lo sviluppo, avviene nel campo della neurobiologia molecolare e biogenetica. Al momento attuale, tutti i geni e le proteine sequenziate sono inviate e immagazzinate in un database gigantesco come il PIR e GenBank, che sono disponibili via Internet dal National Center for Biotechnology Information Americano. Se GenBank fosse distribuito usando solo CDRom occorrerebbero più di venti dischi, rendendo così l’accesso attraverso la rete il miglior metodo per raggiungere queste informazioni.

Una tendenza simile può essere osservata anche in molti altri campi delle neuroscienze.

Una applicazione affascinante permessa da Internet è il cosidetto groupwork. Per esempio, quando un gruppo di ricercatori decide di scrivere un lavoro di ricerca multicentrico, tutti i suoi membri possono contribuire con una parte del lavoro indipendentemente dalla loro collocazione geografica.

Essi sono in grado di scrivere simultaneamente nello stesso monitor , praticamente con la stessa velocità ed efficienza come fossero seduti allo stesso tavolo, utilizzando particolari strumenti "groupware" come Lotus Notes oppure Microsoft Netmeeting.

Questo software mette insieme i partecipanti lontani in modo tale che ogni parola e frase può apparire identificata da colori diversi a seconda di chi scrive e di che cosa si sta scrivendo.

Ma ci sono in vista applicazioni persino più avanzate. Le reti neurali artificiali sono un modello di decison-making che usa i concetti di organizzazione funzionale del sistema nervoso.

Attualmente sono usate per aiutare i neuroscienziati nei loro lavori di ricerca , chiudendo un "circuito di influenza" molto interessante; le neuroscienze forniscono i risultati di esperimenti biologici agli ingegneri che li utilizzano per progettare reti neurali artificiali migliori e più potenti.

Queste , d’altra parte, aiutano i ricercatori ad analizzare biosegnali e immagini, per evidenziare pattern complessi e persino per prendere decisioni cliniche.

Anche in Brasile un Centro di Informatica Biomedica dell’università di Campinas ha sviluppato una rete neurale che lavora via Internet per fornire supporto per decisioni cliniche a neurochirurghi in caso di traumi cerebrali. L’operatore fornisce un numero di dati clinici sul paziente utilizzando una "form" Web on-line e la rete risponde dando una stima della prognosi del paziente e magari suggerendo che si deve utilizzare un intervento chirurgico per ottimizzare le sue chance di sopravvivenza.

Si potrebbe immaginare che in futuro perfino i congressi e le conferenze potranno essere svolte totalmente su Internet. Tra un numero via via crescente di tali eventi, c’è il congresso virtuale della Associazione Americana dei Chest Physician che si avvale di dozzine di relatori, tavole rotonde, serie di diapositive, presentazioni e posters on line. Per partecipare non c’è bisogno di pagare l’iscrizione, di prenotare il viaggio e la camera d’albergo, ecc..

Ma dov’è collocato il convegno? Potrebbe essere ovunque, …. non è più tanto importante.

Anche se questa opzione non ha raggiunto la sua interezza, l’organizzazione di molte conferenze delle associazioni mediche ufficiali si basa grandemente sulle risorse offerte da Internet.

Per esempio il famoso Neurosciences Meeting, organizzato ogni anno dalla Society for Neurosciences, dove si incontrano più di 25.000 partecipanti, per presentare le loro relazioni e discutere i loro lavori, dipende in modo massiccio dalla rete. La maggior parte delle pratiche organizzative , che va dalla iscrizione, al programma dettagliato, alla prenotazione di Hotel e alla comunicazione dell’accettazione dei poster e altri lavori, sfrutta la comunicazione interattiva via Internet, facilitando grandemente il lavoro di organizzatori e partecipanti.

In questo modo, appare evidente che l’universo della conoscenza sta andando incontro ad una trasformazione dei suoi paradigmi. Si inizia con l’essere informati: seguono poi cambiamenti nel comportamento e nella psicologia delle persone che interagiscono attraverso la società virtuale che è stata resa possibile molto recentemente dall’avvento di Internet.

Gli studiosi stanno in realtà già esaminando con attenzione i cambiamenti di comportamento imposte da Internet ed osservano le differenze in rapporto agli altri modi di comunicare e specialmente rispetto i comportamenti delle comuni interazioni che si svolgono faccia a faccia.

Questo settore affascinante ha i suoi propri giornali, come CyberPsycology & Behavior e The Journal of Online Behavior. Quest’ultimo mira a pubblicare nuove ricerche di studi empirici del comportamento umano (individui, gruppi e società ) in caso di ambienti online ; viene studiato in particolare l’impatto delle informazioni che si evolvono radicalmente nella loro struttura, e delle tecnologie di comunicazione.

 

Si potrebbe concludere che , ad ogni buon conto, la società online, resa possibile da Internet, rappresenta una nuova rivoluzione nel regno della comunicazione umana e nella estensione del potere del nostro sistema nervoso per mezzo della tecnologia.

Questa strada iniziò con la comparsa della nostra specie milioni di anni fa, dapprima attraverso l’insegnamento e la comunicazione attraverso la gestualità e l’imitazione , quindi attraverso il passo più portentoso rappresentato dall’acquisizione del linguaggio e infine dall’invenzione della scrittura. La interazione elettronica del futuro con le sue caretteristiche di globalità, diffusione e istantaneità cambierà radicalmente la nostra vita e i nostri cervelli.

Anche le Neuroscienze non saranno più le stesse.

(rielaborato dalla pubblicazione Web di Silvia Helena Cardoso)

Pubblicazione su "E-Neuro": Luglio 1999
Corrispondenza con l'autore: renzobassi@indicemedico.it

www.seiemg.it

Prodotti per

Neurofisiologia